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日志


3月28日

Tutti insieme anche se diversi

Incontro zonale Gi.Fra. basato sull’unitarietà, relatori, un Pastore Evangelista ed un ragazzo mussulmano

 

 

 

 

Sabato 21 e Domenica 22 noi gifrini Promessi e i giovani non Promessi ci siamo recati al
il ritiro zonale, avente luogo per questa occasione a Pistunina (ME) presso le
Suore Cappuccine del S. Cuore di Gesu'. Tema del ritiro è stato il dialogo come
via all'unità e vi hanno partecipato, oltre alla nostra comunità, le fraternità
di Pompei, S.Eustochia, S. Filippo Del Mela, Adrano, Mascalucia, Nicolosi,
Paternò. Tutto è iniziato sabato intorno alle 16:30 per concludersi domenica
intorno alle 17, con la consegna del mandato a tutti noi.
>Si è trattato di un
ritiro estremamente interessante, in cui abbiamo potuto abbinare ai canonici
momenti di preghiera, anche delle occasioni per socializzare e discutere su
temi riguardanti problemi tanto dibattuti quanto attuali, come ad esempio il
rapporto (spesso complicato) che ognuno di noi ha nella vita di tutti giorni
con gli stranieri, che sempre più negli ultimi anni popolano il nostro paese e
ne sono parte integrante. Molto bello è stato anche il momento della
condivisione del cibo nella serata di Sabato.
>Nella giornata di domenica,
invece, dopo la celebrazione delle Lodi e un altro interessante momento
riservato alle dinamiche di gruppo, è stata la volta di due testimonianze
formative, quelle di un fratello valdese e di un musulmano, con i quali, alla
fine, ci siamo potuti confrontare ponendo loro delle domande.
>E' opportuno
soffermarci su questa duplice testimonianza che ha permesso di arricchirci,
essendo venuti a conoscenza del loro credo religioso: il primo a prendere la
parola è stato Alessandro, pastore della Chiesa Avventista di Messina. Egli è
solito celebrare la funzione il sabato mattina, e ci ha tenuto a sottolineare
le sue vicende personali, e cioè il fatto che fino a 9 anni fa non conosceva
veramente la fede. Cresciuto in una famiglia cattolica, ha fatto un cammino ma
poi ha cambiato idea, allontanandosi dalla nostra religione e prendendo delle
strade poco raccomandabili, come quella della droga, salvo poi pentirsene 5
anni dopo, guardandosi allo specchio, inginocchiandosi, pregando: gli è bastato
pregare Dio perchè cambiasse la sua vita. Ci ha tenuto a sottolineare un
versetto della Bibbia: "Chi cerca trova, e la porta sarà aperta a chi bussa; Vi
darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo...". Uno spirito
nuovo è, appunto, ciò che ha sentito Alessandro pregando intensamente il
Signore.
>E' stata poi la volta della testimonianza del fratello musulmano.
Ovviamente sono subito risaltate le differenza tra la nostra religione e la
sua. Ha affermato che ogni giorno si compie un passo verso Dio: la sicurezza è
in Dio - l'uomo pecca di natura, Dio lo distoglie da ogni forma di peccato. Vi
sono tanti ammaestramenti come ad esempio la bellezza della Natura, ed è lecito
godere di queste cose ma Dio ha posto dei limiti. Ha poi parlato del libro
sacro della religione musulmana, il Corano. Poi si è soffermato sul rapporto
col cristianesimo, dicendo che entrare nell'Islam non vuol dire abiurare il
Cristianesimo, ma aggiunge qualcosa in più rispetto ad esso. La figura di Gesu'
è importante nella religione musulmana. Successivamente ha parlato della legge
eterna di Dio, cioè "Amatevi gli uni gli altri", e ha parlato della diffusione
del suo credo, che ha importanti radici nel Nord Africa e in Francia. Ha poi
rimarcato l'importanza di alcuni obblighi del buon musulmano, contenuti del
Corano, come ad esempio il rispetto del Ramadan, e la preghiera che va fatta 5
volte al giorno rivolti verso la città de La Mecca.
>Infine, dopo pranzo,
abbiamo assistito alla celebrazione eucaristica, e per concludere il ritiro, vi
è stata la consegna del mandato.
>Questo ritiro è stato molto interessante,
oltre ad essere un momento di preghiera è stato anche formativo in quanto ci ha
permesso di dibattere su questioni sulle quali spesso non si riflette molto, e
ci ha permesso anche di confrontare il nostro credo con altri, come appunto
quello della chiesa Avventista e quello musulmano.
>
>Valerio Cacciola

Il più bello tra i figli dell’uomo

Incontro sulla figura di Gesù presieduta da
P. Vincenzo Bruccoleri
 
Il 14.03.2009 nel salone del convento di Porto Salvo in
Messina, si è svolto un interessante incontro, dal titolo: Il più bello tra i
figli dell’uomo; presieduto da P. Vincenzo Bruccoleri(Padre Guardiano del
Convento Madonna di Lourdes).
L’incontro si è articolato in 5 punti
fondamentali con un attenta riflessione sullo stesso titolo. Conseguentemente
alla tesi esposta sono stati creati dei gruppi di lavoro, per poi concludere
con un momento di condivisione fraterna.
L’opinione:
Lo straordinario della
vita sta nell’incontro con le persone comune ( Paulo Coelho ).
L’incontro con
questo semplice frate mi ha aperto gli occhi su concetti semplici, che troppo
spesso diamo per scontati e su cui pertanto non ci fermiamo a riflettere.
E’
evidente che la figura di Francesco nella vita di Padre Vincenzo ha permesso
una semplice ma veritiera conoscenza di Gesù; ho molto apprezzato la sua
semplicità e chiarezza evitando discorsi e\o trattati teologici che molto
spesso portano ad una conoscenza eccessivamente didattica e poco cognitiva.
 

 

 


L’intervista:

D: Da dove parte l’idea di questi incontri?
R: Ormai è da quattro
anni che vengo chiamato dalle Fraternità di Pompei e Porto Salvo, per
preparare un incontro, e così anche quest’anno, mi sono dedicato a questo
servizio.
D: Con quali occhi oggi guarda la figura di Gesù?
R: Premetto, che ho
59 anni di cui 34 di Sacerdozio, ti rispondo dicendo che lo vado conoscendo;
ma ti voglio anche dire che una volta un caro amico mi disse: Quando ero
giovane e leggevo il vangelo più lo leggevo più mi sembrava banale,ma ora che
sono vecchio più leggo più scopro che è una miniera di sapienza.
D:Quanto la
figura di Francesco ha contribuito nella sua conoscenza con Gesù?
R:Da piccolo
le due figure hanno sempre camminato insieme, pensa che mia madre era una
terziaria Francescana; sono entrato a 11 anni in convento, e lei mi raccontava
che poco prima che nascessi gli apparve Sant’Antonio.
D:Ci Saranno altri
incontri?
R:Io sogno una conoscenza più concreta ed una cattedra francescana a
cui tutti potremo attingere, solo che per fare questo è importante un dialogo
concreto.
D:Quale conclusione al termine di quest’incontro?
R:Penso che ci sia
un grosso potenziale in ognuno di noi, e che questo possa portare ad una
presenza dinamica.
 
Un vivo grazie ed un caloroso invito a farci visita da
parte di tutta la nostra fraternità, per illuminarci ancora con la luce della
sapienza che il Signore gli ha donato.
 
 
 
 
Euegenio Merrino

3月19日

Sabrina

Benvenuta

Sono Lieto di comunicarvi che il Signore ci ha donato Sabrina !!!

 

Sabrina

Benvenuta

Sono Lieto di comunicarvi che il Signore ci ha donato Sabrina !!!

 
3月11日

Con Un Cuore solo insieme a chi soffre!

Con Un Cuore solo insieme a chi soffre!

 

 L'11 febbraio, giorno dedicato alla Madonna di Lourdes, si celebra la giornata mondiale dell’ammalato. Nella nostra parrocchia si è svolta alle 17,30 una toccante e solenne celebrazione alla quale hanno partecipato un gran numero di persone, tra cui disabili appartenenti all’associazione UNITALSI.

L’evento è stato animato dalla nostra fraternità Gi.Fra. (Gioventù Francescana) e OFS (ordine Francescano Secolare), con vivo amore per il prossimo e passione profonda.

 

In tutta la diocesi, la nostra parrocchia è l’unica a celebrare questa messa particolare, nella quale viene amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi; ciò perché padre Salvatore Interlando, uno dei nostri sacerdoti, è anche l’assistente ecclesiastico diocesano dell’UNITALSI di Messina.

Fin dall’inizio si è respirato un clima ricco di emozioni e soprattutto commozione.

Tutti gli ammalati erano accompagnati da familiari e volontari che, con premura e dedizione, li accudivano costantemente; inoltre la chiesa è stata sistemata in maniera tale da permettere ai disabili sulla sedia a rotelle di assistere alla celebrazione nello spazio antistante l’altare.

Sicuramente il momento più toccante e significativo è stato proprio quello in cui si è amministrato il sacramento dell’unzione.

Tantissime persone si sono recate all’altare umilmente, mostrando i polsi, per essere unti col sacro crisma e sentirsi così più vicini a quel Dio che di certo “li rialzerà e li solleverà su ali d’aquila”, così come veniva intonato dai canti eseguiti in sottofondo dalla nostra fraternità.

Per i disabili impossibilitati a recarsi all’altare, hanno provveduto ad amministrare il sacramento due dei quattro sacerdoti celebranti.

Momenti forti come questo, in cui si viene a contatto con la reale sofferenza della gente, invitano tutti quanti ad un’attenta riflessione sulla nostra vita e ci fanno comprendere quanto siano piccoli e vani gran parte dei problemi che quotidianamente ci sembrano grandi ed insormontabili.

Inoltre ci esortano a pregare ancora di più nostro Signore, sia per alleviare la sofferenza di questi nostri fratelli, che per ringraziarlo di tutte le meraviglie che giorno dopo giorno ci offre anche e soprattutto nelle piccole cose.

 

 

                                   Barb ara Lombardo

Insieme ai più poveri dei poveri

Insieme ai più poveri e dimenticati
La sera del 24 Febbraio,dopo la proiezione del noto musical 'Forza Venite 
Gente' nella nostra parrocchia,alcuni membri della nostra fraternità,animati da
tanta gioia e partecipazione,si sono recati presso la Stazione Centrale per
portare dei dolci a dei poveri della nostra città.Una volta arrivati,
comprendiamo veramente la povertà e la sofferenza di questi nostri fratelli...
li troviamo che dormono,riparati per quel che possono dal freddo....ma non
abbiamo avuto timore!!!!.Guardandoli abbiamo provato una grande emozione,
comprendendo veramente la loro sofferenza da vicino.Con la certezza del bene
che stavamo facendo,ci siamo avvicinati ad una signora che ci ha suggerito il
numero approssimativo di alcune persone in difficoltà...erano circa una decina!.
Detto questo,con la forza che solo il Signore ci può infondere,abbiamo
distribuito i dolci alla signora,che a sua volta li ha poi distribuiti ad altre
persone.Con questo piccolo gesto abbiamo compreso che ci sono dei nostri
fratelli meno fortunati di noi e che noi stessi siamo chiamati a fare la carità,
specialmente in questo periodo di Quaresima,che ci chiama maggiormente a vivere
e comprendere la sofferenza di queste persone più bisognose.Con questo gesto
simbolico,abbiamo dato ma anche ricevuto tanto,proprio come ci insegna
Francesco e,prima di lui,Gesù!!!.Come disse Paolo VI 'Sono i poveri il vero
Tesoro della Chiesa'.
 
 
 
   Pax et Bonum Lino.